
Edizione straordinariaaaaaaaaaaa “Basta! Ora sono stufo di essere sfruttato!” Un bel pomeriggio di fine agosto. Sole, caldo, mare bello e spiaggia affollata. E' questa la cornice in cui avviene l'incontro con il Sig. Sinistro T., 4X anni ben portati, portamento eretto e sguardo fiero. Una lunga e gloriosa carriera alle spalle e probabilmente poca voglia di continuarla. D: Allora Sig. T. ci parli un po' di Lei; R: Ho cominciato la mia avventura molti anni fa, un'avventura piena di voglia di scoprire il limite e, piena di ostacoli superati con fantasia e ostinazione, insieme a degli amici più folli di me. Si passava dai giochi abbastanza violenti della prima e seconda infanzia, alle prime situazione create ad arte per cercare il rischioin età adolescenziale D: Insomma erano anni selvaggi; R: Assolutamente. Completamente avvolti da uno stato di esaltazione passavamo ore a escogitare modi sempre più disparati per sfidare le leggi della fisica. Sul mare, in strada, mi pare anche in aria, ma non ne sono sicuro. D: Normale che ad un certo punto si sia tentati di tirare i remi in barca; R: Ovvio. Anche se ognuno a modo suo e con i suoi proprio tempi, alla fine tutti noi abbiamo preferito saltare la barricata e piazzarci dal lato di chi le cose folli le fa fare ad altri ed assistere comodamente seduto. D: Sicuro che proprio tutti abbiano fatto questo salto? R: No, non proprio. Ora che mi ci fa pensare mi viene in mente di un vecchio compagno che si ostina a giocare con le vecchie regole, non perfettamente consapevole del tempo che passa. D: Avrà le sue ragioni; R: Non lo metto in dubbio. Ma ad un certo punto ci si deve rendere conto che a battersi contro dei ragazzini alla lunga ci si sbatte il muso........ D: Su, su non esageriamo; R: Si, si non stiamo esagerando. È la realtà dei fatti purtroppo. E io ne sono testimonianza vivente. Posso portarne altre se crede. D: Per esempio? R: Due carissimi amici. Il Sig. Dorsale D.L. e il Sig. Fianco T., anche loro immolati alla lotta contro il tempo dai loro ostinati compagni. D: Insomma sta in buona compagnia; R: Sicuramente. In questo momento la mia strategia della tensione sta funzionando meglio della loro. Per lo meno, mettendomi in sciopero simulando un serio infortunio riesco a limitare gli sforzi ad una qualche sporadica uscita con l'alpa tris (e virando di schiena, lui pensa che non lo abbia visto nessuno, invece...... n.d.r.) D: E i suoi compagni meno fortunati? R: Loro non hanno voluto seguire il mio esempio e per ora si stanno dedicando a forme di lotta più soft. Finora sono stati fortunati (grazie ai venti leggeri n.d.r.), ma devo dire in tutta onestà che loro non hanno un background di lotta intenso e sfibrante come il mio. D: Programmi per il prossimo futuro allora? R: Sto programmando passo per passo le prossime mosse. Nei prossimi giorni probabilmente dovrò simulare un problema serio, ma fregare una RMN per l'ennesima volta non sarà facile. Dovrò mettermici anima e corpo. D: Insomma lei sta insinuando che i suoi malanni sono fittizi e sta mettendo in piedi una insubordinazione? R: Ssssccchhhh. Non lo dica ad alta voce che se se ne accorge il tipo per me è finita. Mi toccherà rimettermi sotto alle cinghie per inseguire quei due? D: Chi? R: I Ciceroni o come diavolo si chiamano! D: E chi sono costoro? R: Sono le ossessioni di vecchiaia del mio compare. Le cause di tutti i miei fittizi malanni. E' per causa loro che ho dovuto cominciare a mettermi in sciopero. Senza di loro la mia vita attuale avrebbe avuto tutt'altro corso. D: In che senso? R: Sono dei tipi ostinati pure loro, soprattutto il più giovane. Non si danno mai per vinti e il mio principale si sta dannando per tenerli dietro. Ma quelli sono più o meno venti anni più giovani. E' una battaglia sempre più tosta. D: Come pensa finirà? R: Non lo so! Lotterò strenuamente per ottenere il riposo che mi sono meritato dopo due decenni e oltre di battaglie. E' un mio diritto e non ci rinuncerò. Ma non mi faccia dire altro, non vorrei bruciarmi le prossime mosse.......... Detto questo il Sig. Sinistro inforca gli occhiali scuri, alza il bavero della sua giacca da vela trofeo di chissà quale sfida, si alza e se ne va, portandosi dietro il peso della sua lotta passata e presente, che non è detto sia destinata a finire tanto presto. Rimango con il sole, il mare, la spiaggia e gli insegnamenti di un reduce stanco che si avvia a dare una controllata al suo nuovo fiammante alpa tris. Alla fine il richiamo del vento sconfigge ogni proposito di resa.
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